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Il diabete introduzione di Tamara Grilli

Il diabete si manifesta in due modalità: il tipo 1 autoimmune o genetico, che può colpire anche in giovanissima età e meno diffuso; il tipo 2 determinato da uno stile di vita non corretto, che interessa persone soprattutto in età adulta, anche se ultimamente ne soffrono giovani obesi o ipernutriti – il 16% dei bambini fino a 14 anni, secondo dati ISTAT recenti- al punto che è stata coniata la nuova parola “diabesità”. Il diabete, soprattutto quello di tipo 2, è una delle cronicità in più rapida diffusione nel mondo, in particolare nei cosiddetti Paesi emergenti come India o Cina per l’occidentalizzazione del modo di vivere e alimentarsi. Le stime dell’OMS sono quelle di una pandemia con un incremento esponenziale del numero dei diabetici: 640 milioni nel 2040!  Sempre più si morirà per fame e per eccesso di cibo! Sì, perché il diabete ha una serie di complicanze su tutto il corpo che non può essere sottovalutata, di cui occorre informare tutti per una reale prevenzione: ognuno nel suo ambito deve essere consapevole che la qualità della vita è un dovere di risonanza sociale, a cui contribuire in prima persona. In Italia i diabetici che sanno di esserlo sono almeno 4 milioni più forse 1 milione che non lo sa! Ogni anno fra i diabetici italiani 50mila hanno o ischemia o ictus o infarto, 15mila diventano ciechi, 10mila subiscono l’amputazione di arti, 2mila vanno in dialisi per nefropatia, per un totale di 120mila persone che muoiono per le conseguenze del diabete: molto di più delle morti per cancro. Eppure il tumore spaventa, del tumore si sostiene la ricerca, del tumore si parla: invece del diabete tipo 2 si minimizzano le conseguenze, l’entità – “ Ho un poco di diabete” dice qualcuno al gazebo dello screening in piazza-, si dimenticano le cause e la personale responsabilità, non ci s’impegna nel cambiamento del proprio comportamento.

Allora, anche se è impopolare e non fa audience dire che ogni 4 ore un diabetico finisce in dialisi o che  ogni ora subisce un’amputazione, noi che facciamo parte di Associazioni come la FAND  che s’occupano di persone con diabete, per difenderne i diritti ma anche per indicarne i doveri, comunichiamo  le corrette informazioni che ci vengono dalle società scientifiche e dalle istituzioni come le  farmacie che capillarmente sostengono la salute dei cittadini nei paesi, nei quartieri, nelle stazioni, negli aeroporti. E lo facciamo anche con dati che spaventano, perché nessuno possa dire “Non lo sapevo”! La FAND- Associazione Italiana Diabetici è la federazione di associazioni di persone con diabete più importante per numero di aderenti e per diffusione in tutte le Regioni, rappresentate da consiglieri nazionali che sono coordinatori delle associazioni locali. L’educazione delle persone già diabetiche e l’informazione per prevenire questa cronicità complessa e diffusa, ma poco conosciuta e vissuta spesso anche come una vergogna, sono i fondamenti dell’impegno anche delle associazioni locali, che si misurano con le proprie realtà sociali quali le abitudini alimentari, il tenore economico, la presenza sanitaria, la politica regionale del Welfare, diversa in ogni Regione.

La FAND nazionale da decenni mantiene attivo il numero verde gratuito 800 820 082 per consulenza dal lunedì alla domenica di diabetologi, dietologi, psicologo, medico dello sport, cardiologo e avvocato, per affrontare dubbi o timori. Assicura tutti gli associati fino ad 80 anni per infortunio.

Partecipa ogni anno ai congressi nazionali e regionali delle Società scientifiche diabetologiche, da cui trae spunti per organizzare conferenze informative a livello locale rivolte a tutti gli associati e alle cittadinanze, con funzione educativa e preventiva.

Emilio Augusto BeniniIl diabete introduzione di Tamara Grilli

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