IL MANIFESTO FAND : PIÙ TERRITORIO MENO OSPEDALE

L’equivalente di una sanità vicina ai luoghi in cui le persone abitano o risiedono, che aiuta alla presa in carico delle malattie croniche da parte di chi le ha o di chi vive con loro nei luoghi dove risiedono, anche temporaneamente, e con la collaborazione professionale non solo degli specialisti ambulatoriali, ma anche delle altre figure professionali che completano l’assistenza domiciliare; in questo modo, .si darà  una risposta concreta ai bisogni dei cittadini, con ciò eliminando gli adempimenti amministrativi e burocratici che devono essere semplificati anche per i successivi controlli : analisi ,esami diagnostici e consulti con altri specialisti o altre figure professionali, necessari per ottimizzare un assistenza domiciliare personalizzata che  può farsi carico dei problemi della cronicità, senza necessità o limitando al massimo il ricovero ospedaliero; da qui gli obiettivi cui bisogna mirare e che possono sintetizzarsi in :

  • Centralità della persona e/o dei familiari nel percorso di cura e libertà di scelta del medico e del luogo di erogazione dei servizi;

  • Globalità, equità, appropriatezza e parità territoriale dell’accesso alle cure e alla copertura assistenziale (livelli essenziali di assistenza ed appropriatezza delle prestazioni);

  • Una Sanità in cui prevalgono gli aspetti della tutela della salute e la qualità dei servizi ospedalieri e territoriali che consentono di raggiungere gli obiettivi economico finanziari;

  • Una educazione terapeutica sistemica e permanente finalizzata all’uso anche dei nuovi farmaci e nuove tecnologie, dei corretti stili di vita, al fine di garantire scelte consapevoli che permettono  una normale vita scolastica, lavorativa, affettiva, sportiva e relazionale

  • Una effettiva gestione integrata delle attività specialistiche ospedaliere e territoriali anche con i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta favorendo così lo sviluppo della prevenzione attraverso l’affidamento dell’assistenza primaria;

  • Sviluppo di un sistema pubblico e trasparente di misurazione della qualità dei servizi;

  • L’effettiva attuazione da parte delle Regioni della Legge Nazionale n°115/1987, del successivo Piano Nazionale per la Malattia Diabetica e successive leggi intervenute a carattere regionale;

  • Una partecipazione permanente presso la commissione ministeriale delle cronicità;

  • Riproposizione del Progetto IGEA ( Integrazione,Gestione E Assistenza ) al Diabete al fine di consentire un raccordo efficace tra Medico di Medicina Generale o Pediatra di Libera scelta ( Medico di Famiglia ) , Medico Diabetologo e Paziente; tanto, specie per le problematiche legate alla continuità assistenziale nel passaggio da under ad over 18;

  • Prestare migliore attenzione alla persona con diabete in termini di consapevolezza della propria condizione, istituendo percorsi formativi riconosciuti del “Diabetico Guida e/o Tutor“;

  • Realizzare un progetto nazionale per la transizione da minore ad età adulta

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