Associazione Italiana Diabetici ODV

Diabete e lavoro: il Tribunale di Savona condanna TPL Lineaper discriminazione verso diabetici

Servono valutazioni concrete, non pregiudizi. Soddisfazione di Fand: «Ora aprire un tavolo di confronto per definire un protocollo».

Roma, 27 ottobre 2025 Il Tribunale di Savona ha condannato TPL Linea S.r.l. per discriminazione verso un candidato con diabete tipo 1 escluso dalla graduatoria per conducenti dopo un giudizio di inidoneità di Rete Ferroviaria Italiana (RFI). La sentenza, emessa lo scorso 10 ottobre, è chiara: si è trattata di vera discriminazione. I sanitari di RFI hanno dichiarato il candidato inidoneo semplicemente perché diabetico, senza valutare le sue reali condizioni di salute. Un giudizio “in astratto” che di fatto colpiva indiscriminatamente tutte le persone con diabete. Fand – Associazione Italiana Diabetici Odv esprime la propria soddisfazione per il riconoscimento chiaro dei diritti delle persone con diabete da parte del tribunale.

Dopo una consulenza tecnica approfondita, il Giudice ha stabilito che:

-il diabete tipo 1 ben controllato non impedisce di fare il conducente;

-le moderne tecnologie (sensori e microinfusori) rendono “praticamente nullo” il rischio ipoglicemia;

servono valutazioni personalizzate sulle condizioni reali del candidato;

non si può escludere qualcuno solo per la diagnosi di diabete.

Questa è la terza volta che viene emessa una sentenza contro RFI per la stessa discriminazione. Nel 2022 e 2023, il Tribunale e la Corte d’Appello di Genova avevano già condannato RFI nel caso di un’altra persona discriminata, Chiara, esclusa dal ruolo di capostazione perché diabetica. Il Tribunale di Savona ribadisce ora questo chiaro messaggio: chi ha il diabete ben compensato può fare qualsiasi lavoro.

«Questa sentenza è una vittoria per tutte le persone con diabete. – dichiara l’Avv. Michele Nannei, Consigliere Fand Il diabete ben controllato non è un ostacolo al lavoro, lemoderne tecnologie lo dimostrano ogni giorno. Come Consigliere Fand chiedo con forza di aprire un tavolo di confronto con RFI con la presenza dei rappresentanti delle società medico-scientifiche per condividere uno specifico protocollo e fermare queste indegne discriminazioni».

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