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GMD FAND Nazionale : 16 Dicembre 2020

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NOTA STAMPA

La Fand ha inteso ricordare la Giornata Mondiale del Diabete, a conclusione delle diverse manifestazioni che in questo difficile anno pandemico di Covid-19 hanno impegnato le diverse articolazioni territoriali dell'Associazione, in remoto con un suo webinar, per dibattere e approfondire i temi del proprio Manifesto “ Più Territorio e meno Ospedale”, chiamando a confronto i vari stakolders impegnati sulla patologia diabetica.

Il Webinar , organizzato dalla Società Meteda e con il patrocinio incondizionato della Boehringer Ingelheim e della Lilly, si è svolto il 16 dicembre u.s. dalle ore 17,30 con l'introduzione del neo Presidente FAND ing. Emilio Augusto Benini e coordinato dal dr.Antonio Papaleo Segretario Naz.le Uff.di Presidenza FAND.

Il presidente Benini, dopo aver ringraziato il Presidente uscente Prof.Albino Bottazzo per aver reso ancor più grande la FAND, riferendosi allo slogan scelto dalla nostra Associazione per promuovere una Sanità vicina ai luoghi in cui le persone abitano o risiedono, ha spiegato che occorre facilitare la presa in carico dei malati affetti da malattie croniche, anche da parte dei familiari che vivono nello stesso luogo di residenza, pur temporaneamente, grazie alla collaborazione professionale non solo degli specialisti ambulatoriali, ma anche di tutte le altre figure professionali che completano l’assistenza domiciliare: la GMD quest’anno è dedicata al personale infermieristico, parte integrante del personale sanitario che lavora spesso nell’ombra ma che da sempre sostiene e consente il corretto funzionamento quotidiano dei centri di diabetologia. Benini afferma: "In questo modo si darà una risposta concreta ai bisogni dei cittadini, in modo da eliminare gli adempimenti amministrativi e burocratici che devono essere semplificati anche per i successivi controlli: analisi, esami diagnostici e consulti con altri specialisti o altre figure professionali. Un'assistenza domiciliare personalizzata può farsi carico dei problemi della cronicità, senza rendere necessario, o limitando al massimo, il ricovero ospedaliero. Oggi  sappiamo tutti come impatta  sull’assistenza alle persone con diabete il COVID-19 che  non ha creato il problema, ma in modo drammatico ha evidenziato la fragilità dell’assistenza alle persone con diabete.

Una fragilità nell’assistenza che ha come effetto l’interruzione della continuità terapeutica fondamentale per i malati cronici. I Percorsi diagnostico terapeutici  o non ci sono o trovano difficoltà ad essere applicati.

La persona con diabete spesso vive un senso di abbandono, una frustrazione che  fa percepire di non essere al centro del sistema, di essere costretto a cercare altrove e magari lontano, se possibile, con tutte le difficoltà che comporta.L’intervento del presidente Benini fa  eco al  messaggio beneagurale del ministro della Salute Roberto Speranza, in occasione della XXXVIII Assemblea Nazionale che si è svolta lo scorso ottobre a Gabicce Mare, con il quale testualmente affermava : "La stagione dei tagli alla sanità, finalmente superata, ha aumentato le disuguaglianze e ha reso evidente l'importanza di tornare ad investire sulla medicina territoriale e sull'assistenza sanitaria domiciliare, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle cronicità che sono tantissime in una popolazione anziana e quindi, fragile come la nostra"

Il Dr.Francesco Losurdo, Diabetologo di Bari, anche quale co-estensore del Manifesto ha ribadito l'attualità del contenuto e le peculiarità che hanno portato a definirne i contorni, specie con riferimento ai tanti documenti fin qui elaborati e in parte anche recepiti dalle competenti Istituzioni, finalizzati a determinare una sempre migliore governance, un accesso alle cure uniforme, senza lasciare indietro nessuno, specie quanti costretti a rinunciare all'assistenza, come è risultato evidente specie in questo triste e complicato periodo di pandemia.

La parola è quindi passata al Dr. Giacomo Vespasiani, componente del Comitato scientifico di FAND,  che con la sua lunga esperienza  è attualmente impegnato nei nuovi metodi di telecontrollo e telemedicina,  delicate e innovative tematiche: “Il COVID per la nostra Sanità e’ stato ed è ancora come una lunga ondata di gelo siberiano che ha evidenziato e messo in grande sofferenza le parti scoperte dalla “copertina” Sanità italiana: una tra tutte la telemedicina per la persona con diabete. Nel momento del bisogno acuto, Lock down, si sono viste bene le uniche cose di telemedicina veramente a regime. Quelle utilizzabili da subito e da tutti erano solo la cartella informatizzata del diabetico e i cloud che raccolgono i dati derivanti dai monitoraggi delle glicemie.

L’invio al medico dei dati dell’autocontrollo glicemico (gli stiks) e lo scambio elettronico di documenti delicati ma essenziali  (la prescrizione terapeutica, i referti specialistici in mano al diabetico, i piani terapeutici…) erano inesistenti, tanto da obbligare medici e pazienti ad usare Whatsapp .

Ora la “copertina” sembra si stia allargando attraverso l'introduzione della  telemedicina riconosciuta come  nuovo strumento sanitario nelle mani del medico che può decidere a chi e quando applicarla secondo la sua sensibilità e con la introduzione nei LEA nazionali, tariffata allo stesso valore della prestazione di persona. Si spera, pertanto, che la discussione e la  relativa approvazione del relativo Decreto Legge introduttivo di questo nuovo ed essenziale strumento possa vedere celermente la luce”.

Causa intervenuti impedimenti a partecipare da parte del Dr. Paolo Di Bartolo- Presidente Naz.le AMD ( Ass.ne Medici Diabetologi), il saluto è stato portato dal Dr. Vespasiani, anche quale past Presidente della stessa Associazione, che ha assicurato l'impegno ad assicurare il supporto della AMD per l'implementazione del Manifesto FAND.

Per i Medici di Medicina Generale, in sostituzione del Presidente della SIMMG (Società Italiana Medici di Medicina Generale ) interviene il Vice Presidente Dr. Gerardo Medea che ribadisce come anche la Medicina Generale è fortemente interessata ad implementare i servizi di teleassistenza per la gestione dei malati cronici e soprattutto per le persone con diabete tipo 2. In estrema sintesi spiega che “ Essi sono stati da noi già ampiamente sperimentati nel monitoraggio domiciliare dei pazienti Covid. Siamo convinti che essi possono contribuire  a migliorare l’aderenza ai percorsi diagnostici e terapeutici e se sfruttati in modo   proattivo possono anche  favorire il coinvolgimento e l’empowerment del paziente. Il teleconsulto con lo specialista diabetologo deve diventare una prassi generale ed essere ufficialmente inserito e riconosciuto all’interno di ogni PDTA. Le società scientifiche della diabetologia e della medicina generale stanno lavorando ad un aggiornamento del documento nazionale per la gestione integrata del diabete mellito tipo2  la cui prima edizione risale al 1996  ( e successivamente rivisitato nel 2010). Sfrutteremo l’occasione, anche coinvolgendo le associazione dei pazienti, per inserire tutte queste interessanti novità “.

Viene data la parola al Dr. Pasquale Bellitti Diabetologo esperto del Ministro della Salute  che, su sollecitazione del Coordinatore Papaleo, esplicita alcune considerazioni circa il momento particolare che la Sanità sta vivendo e nello specifico  si  sofferma    sull’importanza della telemedicina come ulteriore passo verso l’avvicinamento del servizio sanitario al cittadino. Precisa che proprio  in   questi giorni è stato predisposto  un documento che sarà condiviso in Conferenza Stato-Regione con il quale le prestazioni sanitarie erogate attraverso la telemedicina entrano formalmente nelle opportunità offerte dal SSN. Esso si inserisce nel percorso di riorganizzazione dell’assistenza territoriale che rappresenta una priorità nell’agenda del Ministro della Salute.

Ha fatto poi riferimento al Patto per la Salute 2019-2020 che presenta molti punti di contatto col Manifesto in discussione; in particolare su prevenzione, cronicità e rete territoriale. Il progressivo invecchiamento della popolazione, con il prevedibile incremento delle malattie croniche, unitamente alla notevole prevalenza e incidenza di sovrappeso-obesità infantile tra bambini e adolescenti, richiede un intervento strutturato che coinvolga in primo luogo la scuola, su stili di vita e abitudini alimentari che puntino a ridurre drasticamente l’insorgenza delle malattie metaboliche e delle loro complicanze. Al tempo stesso ripensare, come appunto previsto negli indirizzi della nuova programmazione sanitaria, a modalità di erogazione dell’assistenza, compatibili con la capacità di spesa del sistema, che mettendo la persona al centro realizzino un’efficace ed efficiente rete in grado di garantire appropriatezza delle prestazioni in ragione della complessità clinica e della stratificazione del rischio.

Nel decreto rilancio si concretizza anche in termini economici l’implementazione della rete territoriale che prevede, in particolare, l’introduzione dell’infermiere di comunità, l’attivazione di centrali operative regionali per il coordinamento delle attività sanitarie e socio-sanitarie territoriali, il potenziamento dell’assistenza domiciliare. A tal proposito va sottolineato che, partendo da una percentuale media nazionale del 4% di assistenza domiciliare per gli over 65, nei mesi scorsi si è arrivati al 6.5% (0.7% sopra la media OCSE).

La frammentazione del sistema sanitario in molteplici modelli regionali determina differenti modalità di erogazione del servizio con inevitabili disuguaglianze tra le varie realtà. La realizzazione di una maggiore equità, tesa a garantire universalmente il diritto alla salute non può, pertanto, prescindere dall’omogeneizzazione dei vari modelli che trovino nell’autentica declinazione dei LEA l’oggettivo punto di incontro.

Il Prof.Agostino Consoli Presidente Naz.le SID ( Società Italiana di Diabetologia) impossibilitato a collegarsi per intervenuti inconvenienti fa sapere di essere assolutamente in sintonia con quanto esplicitato nel Manifesto, specie con riferimento alla Rete Diabetologica diffusa sul territorio e alla presenza del Team dedicato, in particolare per la possibilità di avviare una seria attivazione dell'Educazione Terapeutica, così corrispondendo all'assunto della Legge 115/87.

Le conclusioni vengono affidate al Dr. Antimo Aiello Diabetologo e Coordinatore del Comitato Scientifico FAND, che riepilogando evidenzia come la pandemia ha avuto un effetto catalizzatore delle inefficienze strutturali del “sistema Italia”, ma può essere un’opportunità per iniziative tese a superare queste difficoltà.

La diffusione e un migliore uso della telemedicina possono aiutare a mantenere stretti contatti con i pazienti diabetici, soprattutto in un periodo di difficili spostamenti e accessi alle strutture diabetologiche. Strettamente connessa è la richiesta di partecipare, come Fand,  alla stesura di un nuovo PDTA per la gestione del diabetico di tipo 2, in corso di completamento da parte di AMD, SID e SIMMG. Tuttavia rimane prioritaria la battaglia per un omogeneo accesso alle cure, ai nuovi farmaci e ai devices su tutto il territorio nazionale.

Anche in questo periodo comunque la parola chiave rimane “team diabetologico”, che assicura un’assistenza di qualità, obiettivo che la Fand e le Società scientifiche del settore devono chiedere con forza. Infine positiva è la notizia della prossima approvazione di un documento sulla telemedicina da parte della conferenza Stato-Regioni.

L’augurio è che finalmente si passi dai molti documenti elaborati a vari livelli in questi anni alla loro attuazione pratica, con lo stanziamento delle risorse indispensabili.

Milano 18 dicembre 2020                                               ( dr. Antonio Papaleo )

Seg.rio Naz.le FAND

 

 

 

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Giornata Mondiale del Diabete 2020 Comunicato stampa congiunto SID, AMD, SIE, DIABETE ITALIA, FAND, OSDI, ANIED

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Roma, 12 novembre 2020Nella gestione del diabete gli infermieri fanno la differenza. Fondamentale dunque fare formazione e trovare fondi per supportare questi professionisti sanitari, indispensabili all’interno del team diabetologico. E’ questo il tema e la call to action scelti dall’International Diabetes Federation per la campagna della Giornata Mondiale del Diabete 2020, focalizzata appunto sul ruolo dell’infermiere nella prevenzione e nel trattamento del diabete. Un ruolo che si ammanta e si arricchisce di nuovi significati in un periodo profondamente segnato dalla pandemia di COVID-19 e dalla conseguente necessità di mettere in campo piattaforme e strumenti di teleconsulto per continuare a seguire in sicurezza i pazienti, anche a distanza. L’obiettivo finale è quello di migliorare l’assistenza di questa condizione che continua a provocare un decesso ogni 8 secondi, e con la quale convive una persona su 10 nel mondo.

La pandemia ha sdoganato il ‘tele-diabete’

“L’attuale pandemia di COVID-19 – commenta il professor Francesco Purrello, presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID) – ha reso ancora più urgente e pressante il ricorso al teleconsulto per garantire in maniera sempre più diffusa l’accesso alle cure, in condizioni di massima sicurezza per pazienti e operatori sanitari”.  E un recentissimo documento siglato da SID, AMD e SIE ha fatto il punto della situazione. Televisita e Telesalute rappresentano in quest’ottica un’opzione concreta e fattibile per il controllo a domicilio di tutte le patologie croniche che richiedano trattamenti di lungo periodo, come appunto il diabete, con alcune eccezioni (prime visite, riacutizzazioni di patologie croniche, alterazione dei parametri vitali, tali da imporre il ricovero immediato). L’attivazione dei servizi di televisita/telesalute, in particolare in questo periodo, garantisce la continuità delle cure e dell’assistenza in sicurezza. Durante il lockdown di primavera, SID, AMD e SIE (Società Italiana di Endocrinologia) hanno effettuato dei corsi di formazione sul diabete su Facebook, che hanno raggiunto una platea di 220 mila persone. L’impiego delle cartelle cliniche elettroniche ha permesso di avere accesso alla storia del singolo paziente e di erogare prestazioni puntuali anche da remoto. Infine, i sistemi Cloud che gestiscono CGM, FGM e micropompe hanno consentito ai diabetologi di modificare le terapie diabetologiche in base alle glicemie (documento consultabile su:

https://www.siditalia.it/clinica/linee-guida-societari;

https://aemmedi.it/tavolo-telemedicina-amd-sid-sie/;

http://www.societaitalianadiendocrinologia.it/html/news/piattaforme-telemedicina.asp)

“Ma tutto questo – prosegue Purrello – è avvenuto in corsa, nel bel mezzo di una pandemia. E questo ha fatto emergere sia carenze dei sistemi di telemedicina in grado di risolvere le richieste dei diabetologi, che una serie di carenze conoscitive dei professionisti, in merito agli strumenti telematici disponibili sul mercato e potenzialmente utilizzabili”. Per questo le tre società scientifiche hanno fatto una ricognizione approfondita di tutti i sistemi di telemedicina disponibili sul mercato per valutare le funzionalità e applicazioni cliniche dei sistemi disponibili, individuando tre tipologie principali nelle quali possono essere ricompresi i sistemi disponibili: sistemi di trasmissione dei valori glicemici a distanza; sistemi integrati con Telehealth center automatici e con personale sanitari; sistemi di trasmissione di dati clinici ed amministrativi da e verso la persona con diabete.

“Le tante iniziative congiunte intraprese da AMD, SID e SIE, sin dal periodo del lockdown di marzo e aprile, testimoniano il nostro impegno affinché sia ampliato il ricorso a strategie che garantiscano la continuità assistenziale, proprio quando seguire e assistere si fa più complesso – dichiara Paolo Di Bartolo, Presidente dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD) – Alla luce dell’importanza crescente di queste strategie, telemedicina e teleassistenza in primis, assume ulteriore centralità il ruolo degli infermieri. In un periodo così travagliato, il primo compito del team diabetologico è quello di stare vicino alle persone con diabete: assisterle quando è impossibile vedersi, seguirle quando è arduo effettuare una visita. E proprio da questo punto di vista gli infermieri offrono un supporto essenziale e insostituibile, perché rappresentano l’avamposto di prossimità del team diabetologico rispetto ai bisogni dei pazienti, e con questa loro vicinanza riescono spesso a decifrare e risolvere, in modo estremamente pratico, le difficoltà, i problemi e i dubbi che le persone con diabete incontrano ogni giorno. Mentre vede la luce la figura dell’infermiere di comunità, auspico che il diabete assuma ancora una volta funzione paradigmatica: non solo modello di cronicità, come da tanto tempo siamo abituati a pensare, ma anche laboratorio della capacità dei nostri infermieri di farsi prossimi e risolutivi rispetto alla quotidianità della domanda di salute dei pazienti”.

“La recente emergenza causata dal COVID-19 più che una pandemia è una vera e propria sindemia – commenta il professor Agostino Consoli, presidente eletto della Società Italiana di Diabetologia – perché per molti pazienti al dramma del COVID-19 si aggiunge quello di una patologia cronica preesistente, e le due condizioni si potenziano a vicenda. Se finora tutta l’attenzione si è focalizzata sull’interruzione della catena di contagio per contenere la pandemia, anche alla luce dei mesi che abbiamo davanti dobbiamo sforzarci per garantire alle persone con diabete e, in generale a tutte quelle con una patologia cronica, un’assistenza rigorosa ed efficace. E la telemedicina, utilizzata in corsa nella prima ondata della pandemia, sicuramente sopravviverà a questi mesi e ci consentirà di ridisegnare l’assistenza per i pazienti cronici, già in crisi prima del COVID-19”. “L’impiego della telemedicina nella assistenza alla persona con diabete – aggiunge il professor Francesco Giorgino, Presidente della Società Italiana di Endocrinologia – dovrà da ora in poi far parte dello standard di cura del diabete attraverso strumenti digitali sempre più versatili e affidabili, anche per garantire la protezione dei dati personali. È anche auspicabile che medici e gli infermieri impegnati nella cura delle persone con diabete acquisiscano sempre più familiarità con la telemedicina, così da venire incontro alle esigenze anche di specifiche categorie di pazienti, come le donne affette da diabete in gravidanza e coloro che fanno uso di dispositivi avanzati (microinfusori di insulina, sensori della glicemia e sistemi integrati)”.

“L’infermiere è da sempre una figura centrale nella gestione delle persone con diabete, ma bisogna pure ammettere che non sempre questa centralità è stata riconosciuta e rammentata – dice Graziano Di Cianni, Vice Presidente dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD) – L’emergenza Covid19 si è fatta carico di ammonirci in modo inequivocabile, e oggi l’infermiere merita di essere celebrato, in occasione della Giornata Mondiale, anche per i compiti che sta svolgendo a pandemia in corso. Tutte le strategie di assistenza da remoto hanno sancito la crescita della quantità e della qualità delle mansioni affidate agli infermieri, e questa evoluzione professionale non può essere considerata una parentesi – aperta e chiusa dalla pandemia – ma la tappa di un percorso. Percorso del quale devono prendere coscienza anche le persone con diabete, che avranno sempre di più, nell’infermiere, una figura di riferimento per la gestione quotidiana della malattia”.

Infermieri contro il diabete

Il ruolo degli infermieri è fondamentale nel fare diagnosi precoce di diabete, soprattutto del bambino,  nel fare training e fornire supporto psicologico al paziente, nell’individuare i fattori di rischio che consentono di prevenire il diabete di tipo 2,  Governi e università devono investire di più in formazione e training degli infermieri specializzati in diabete, ed un primo e fondamentale passo in questa direzione è certamente la valorizzazione dell’expertise oggi presente. “Uno degli ambiti in cui l’Infermiere fa davvero la differenza per il paziente – ricorda la dottoressa Carolina Larocca, presidente nazionale OSDI (Operatori Sanitari di Diabetologia Italiani) – è quello diabetologico dove il processo educazionale rappresenta il punto focale nella gestione della malattia. Grazie all’educazione terapeutica, l’Infermiere trasferisce alla persona con diabete/caregiver le competenze e abilità utili a comprendere e monitorare la malattia, gestire le complicanze acute e prevenire/rallentare  lo sviluppo delle complicanze croniche  e quindi insegna la  corretta modalità di rilevazione del dato glicemico, la corretta  modalità di esecuzione della terapia iniettiva, il riconoscimento della sintomatologia della ipoglicemia e la sua gestione, la cura del piede per  la prevenzione delle lesioni, le modalità per un corretto stile di vita, l’utilizzo di nuove terapie e di nuove tecnologie e  modalità per rapportarsi con innovazioni organizzative (televisita, teleconsulto).Un efficace intervento educazionale non si improvvisa: richiede tempo, energie, risorse, conoscenze, competenze e sviluppo di abilità relazionali ed educazionali specifiche, pensiamo ad esempio alla peculiarità dell’ambito diabetologico della gravidanza e a quello pediatrico dove l’infermiere deve ‘educare’ l’intero nucleo familiare”.

“Il ruolo dell’infermiere nella gestione della persona con diabete è quello di un professionista che ha un posto di rilievo nel team di cura, in quanto è l’operatore che accoglie il paziente, lo ascolta facendogli superare dubbi e perplessità, aiutandolo ad accettare la propria patologia cronica rendendolo più aderente al piano terapeutico – dice Tommaso Novo, Presidente dell’Associazione Nazionale Infermieri Endocrinologia e Diabetologia (ANIED) – Per poter essere all’altezza di svolgere questo ruolo – continua – il professionista deve essere ovviamente ben formato. Con l’arrivo della pandemia, l’infermiere – e con lui tutto il team diabetologico – si è dovuto attrezzare per essere in grado di assistere a distanza i pazienti tramite telefono, e-mail e qualsiasi altro strumento disponibile. Questo sistema di visite a distanza può rischiare di spersonalizzare il rapporto creatosi tra infermiere e paziente, e per questo è cruciale investire tempo e risorse nella formazione ed educazione del personale al fine di trasferire competenze specifiche, di ordine tecnico ma anche relazionale”.

Le persone con diabete, soprattutto all’indomani della diagnosi di questa articolata e ingombrante malattia, hanno bisogno di essere supportate e l’infermiere del team diabetologico gioca un ruolo fondamentale da questo punto di vista. “Per questo – afferma il professor Francesco Purrello, presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID), un infermiere del team non può essere considerato un’unità da spostare liberamente da una divisione all’altra all’interno di un ospedale o di un distretto perché il suo ruolo è perfettamente integrato con quello del team diabetologico, fondamentale per il suo corretto funzionamento e per poter offrire al paziente tutte le risposte di cui ha bisogno”. Insomma, un infermiere che ha sviluppato delle expertise particolari nel campo del diabete può realmente fare la differenza per il paziente.

COVID-19 e persone con diabete

“Quest’anno il tema oggetto della celebrazione delle Giornata Mondiale del Diabete è un tema che ci sta molto a cuore. La centralità della figura dell’infermiere all’interno del team diabetologico è un elemento assodato, ma quest’anno, alla luce della pandemia che ci ha travolti, assume una valenza ancor più significativa. L’infermiere rappresenta per il soggetto diabetico una figura di riferimento e indubbiamente gioca un ruolo nevralgico anche in termini di aderenza alla terapia- spiega Stefano Nervo, presidente di Diabete Italia – L’emergenza Coronavirus ha stravolto le modalità di gestione della patologia diabetica, in termini di contatti con i pazienti. Per questo ora è fondamentale intervenire preventivamente così da scongiurare che si ripeta quello che è accaduto a marzo. L’obiettivo è di integrare quanto più possibile le figure professionali all’interno del team, per una gestione multidisciplinare del paziente e di promuovere il ricorso ai teleconsulti e alle televisite, per tenere sempre ben saldo il contatto con il paziente. Ricordiamo che c’è ancora oltre 1 milione di persone con diabete che non sa di averlo, per cui il monito è sempre quello di fare prevenzione. Anche a pandemia in corso”.

“Non è un caso che la Giornata Mondiale del Diabete di quest’anno sia stata dedicata al personale infermieristico, una parte integrante del personale sanitario che lavora spesso nell’ombra ma che da sempre sostiene e consente il corretto funzionamento dei centri di diabetologia – commenta Emilio A. Benini, presidente dell’Associazione Italiana Diabetici FAND – Il loro supporto nella gestione quotidiana dei centri di diabetologia è fondamentale: per comprendere l’importanza del loro lavoro e del loro prezioso contributo dovremmo provare ad immaginare cosa accadrebbe se non fossero parte integrante del team: i centri di diabetologia non esisterebbero. La pandemia Covid-19 – prosegue – ha impattato significativamente anche sulle loro attività, aggiungendone altre mansioni al loro già elevato carico di lavoro abituale: riprogrammare gli appuntamenti dove è possibile, gestire le scadenze – come la patente -, contattare le persone con diabete per fissare appuntamenti per il teleconsulto e tanto altro”.

La lettera ad AIFA per chiedere la proroga e l’abolizione dei piani terapeutici relativi ai farmaci anti-diabete

Vista la preoccupante emergenza sanitaria in corso, in occasione della Giornata mondiale le principali associazioni scientifiche e professionali della Diabetologia hanno anche indirizzato una lettera ufficiale alle Istituzioni italiane, chiedendo che siano definitivamente aboliti i Piani Terapeutici per la prescrizione in regime di rimborsabilità dei farmaci contro il diabete, e che sia estesa ai medici di Medicina generale la facoltà di prescrivere anche i farmaci anti-diabetici di ultima generazione.

Ufficio stampa AMD                                                                                           Ufficio stampa SID

Uff.stampa.SID@gmail.com

Chiara Farroni, 3406775463,                                                        Maria Rita Montebelli 3339203099

a.martucci@vrelations.it                                                                     Andrea Sermonti 334 1181140

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