Ministero della Salute

Lettera Ministro della Salute On. Roberto Speranza su Telemedicina

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Il Presidente Nazionale FAND Ing Emilio Augusto Benini, a suo nome e di tutta la FAND, ha inviato al Sig. Ministro della Salute On. Roberto Speranza, formulandogli la sua sentita e doverosa riconoscenza , circa la recente introduzione intervenuta dello strumento della Telemedicina, finalizzato a rendere una sempre migliore assistenza al Paziente cronicizzato e, nello specifico per quando ci riguarda, alla Persona con Diabete, specie se anziana e con plurimorbilità e spesso residente in realtà territoriali di difficile accesso.

wp_8339982Lettera Ministro della Salute On. Roberto Speranza su Telemedicina
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Giornata Mondiale del Diabete 2020 Comunicato stampa congiunto SID, AMD, SIE, DIABETE ITALIA, FAND, OSDI, ANIED

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Roma, 12 novembre 2020Nella gestione del diabete gli infermieri fanno la differenza. Fondamentale dunque fare formazione e trovare fondi per supportare questi professionisti sanitari, indispensabili all’interno del team diabetologico. E’ questo il tema e la call to action scelti dall’International Diabetes Federation per la campagna della Giornata Mondiale del Diabete 2020, focalizzata appunto sul ruolo dell’infermiere nella prevenzione e nel trattamento del diabete. Un ruolo che si ammanta e si arricchisce di nuovi significati in un periodo profondamente segnato dalla pandemia di COVID-19 e dalla conseguente necessità di mettere in campo piattaforme e strumenti di teleconsulto per continuare a seguire in sicurezza i pazienti, anche a distanza. L’obiettivo finale è quello di migliorare l’assistenza di questa condizione che continua a provocare un decesso ogni 8 secondi, e con la quale convive una persona su 10 nel mondo.

La pandemia ha sdoganato il ‘tele-diabete’

“L’attuale pandemia di COVID-19 – commenta il professor Francesco Purrello, presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID) – ha reso ancora più urgente e pressante il ricorso al teleconsulto per garantire in maniera sempre più diffusa l’accesso alle cure, in condizioni di massima sicurezza per pazienti e operatori sanitari”.  E un recentissimo documento siglato da SID, AMD e SIE ha fatto il punto della situazione. Televisita e Telesalute rappresentano in quest’ottica un’opzione concreta e fattibile per il controllo a domicilio di tutte le patologie croniche che richiedano trattamenti di lungo periodo, come appunto il diabete, con alcune eccezioni (prime visite, riacutizzazioni di patologie croniche, alterazione dei parametri vitali, tali da imporre il ricovero immediato). L’attivazione dei servizi di televisita/telesalute, in particolare in questo periodo, garantisce la continuità delle cure e dell’assistenza in sicurezza. Durante il lockdown di primavera, SID, AMD e SIE (Società Italiana di Endocrinologia) hanno effettuato dei corsi di formazione sul diabete su Facebook, che hanno raggiunto una platea di 220 mila persone. L’impiego delle cartelle cliniche elettroniche ha permesso di avere accesso alla storia del singolo paziente e di erogare prestazioni puntuali anche da remoto. Infine, i sistemi Cloud che gestiscono CGM, FGM e micropompe hanno consentito ai diabetologi di modificare le terapie diabetologiche in base alle glicemie (documento consultabile su:

https://www.siditalia.it/clinica/linee-guida-societari;

https://aemmedi.it/tavolo-telemedicina-amd-sid-sie/;

http://www.societaitalianadiendocrinologia.it/html/news/piattaforme-telemedicina.asp)

“Ma tutto questo – prosegue Purrello – è avvenuto in corsa, nel bel mezzo di una pandemia. E questo ha fatto emergere sia carenze dei sistemi di telemedicina in grado di risolvere le richieste dei diabetologi, che una serie di carenze conoscitive dei professionisti, in merito agli strumenti telematici disponibili sul mercato e potenzialmente utilizzabili”. Per questo le tre società scientifiche hanno fatto una ricognizione approfondita di tutti i sistemi di telemedicina disponibili sul mercato per valutare le funzionalità e applicazioni cliniche dei sistemi disponibili, individuando tre tipologie principali nelle quali possono essere ricompresi i sistemi disponibili: sistemi di trasmissione dei valori glicemici a distanza; sistemi integrati con Telehealth center automatici e con personale sanitari; sistemi di trasmissione di dati clinici ed amministrativi da e verso la persona con diabete.

“Le tante iniziative congiunte intraprese da AMD, SID e SIE, sin dal periodo del lockdown di marzo e aprile, testimoniano il nostro impegno affinché sia ampliato il ricorso a strategie che garantiscano la continuità assistenziale, proprio quando seguire e assistere si fa più complesso – dichiara Paolo Di Bartolo, Presidente dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD) – Alla luce dell’importanza crescente di queste strategie, telemedicina e teleassistenza in primis, assume ulteriore centralità il ruolo degli infermieri. In un periodo così travagliato, il primo compito del team diabetologico è quello di stare vicino alle persone con diabete: assisterle quando è impossibile vedersi, seguirle quando è arduo effettuare una visita. E proprio da questo punto di vista gli infermieri offrono un supporto essenziale e insostituibile, perché rappresentano l’avamposto di prossimità del team diabetologico rispetto ai bisogni dei pazienti, e con questa loro vicinanza riescono spesso a decifrare e risolvere, in modo estremamente pratico, le difficoltà, i problemi e i dubbi che le persone con diabete incontrano ogni giorno. Mentre vede la luce la figura dell’infermiere di comunità, auspico che il diabete assuma ancora una volta funzione paradigmatica: non solo modello di cronicità, come da tanto tempo siamo abituati a pensare, ma anche laboratorio della capacità dei nostri infermieri di farsi prossimi e risolutivi rispetto alla quotidianità della domanda di salute dei pazienti”.

“La recente emergenza causata dal COVID-19 più che una pandemia è una vera e propria sindemia – commenta il professor Agostino Consoli, presidente eletto della Società Italiana di Diabetologia – perché per molti pazienti al dramma del COVID-19 si aggiunge quello di una patologia cronica preesistente, e le due condizioni si potenziano a vicenda. Se finora tutta l’attenzione si è focalizzata sull’interruzione della catena di contagio per contenere la pandemia, anche alla luce dei mesi che abbiamo davanti dobbiamo sforzarci per garantire alle persone con diabete e, in generale a tutte quelle con una patologia cronica, un’assistenza rigorosa ed efficace. E la telemedicina, utilizzata in corsa nella prima ondata della pandemia, sicuramente sopravviverà a questi mesi e ci consentirà di ridisegnare l’assistenza per i pazienti cronici, già in crisi prima del COVID-19”. “L’impiego della telemedicina nella assistenza alla persona con diabete – aggiunge il professor Francesco Giorgino, Presidente della Società Italiana di Endocrinologia – dovrà da ora in poi far parte dello standard di cura del diabete attraverso strumenti digitali sempre più versatili e affidabili, anche per garantire la protezione dei dati personali. È anche auspicabile che medici e gli infermieri impegnati nella cura delle persone con diabete acquisiscano sempre più familiarità con la telemedicina, così da venire incontro alle esigenze anche di specifiche categorie di pazienti, come le donne affette da diabete in gravidanza e coloro che fanno uso di dispositivi avanzati (microinfusori di insulina, sensori della glicemia e sistemi integrati)”.

“L’infermiere è da sempre una figura centrale nella gestione delle persone con diabete, ma bisogna pure ammettere che non sempre questa centralità è stata riconosciuta e rammentata – dice Graziano Di Cianni, Vice Presidente dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD) – L’emergenza Covid19 si è fatta carico di ammonirci in modo inequivocabile, e oggi l’infermiere merita di essere celebrato, in occasione della Giornata Mondiale, anche per i compiti che sta svolgendo a pandemia in corso. Tutte le strategie di assistenza da remoto hanno sancito la crescita della quantità e della qualità delle mansioni affidate agli infermieri, e questa evoluzione professionale non può essere considerata una parentesi – aperta e chiusa dalla pandemia – ma la tappa di un percorso. Percorso del quale devono prendere coscienza anche le persone con diabete, che avranno sempre di più, nell’infermiere, una figura di riferimento per la gestione quotidiana della malattia”.

Infermieri contro il diabete

Il ruolo degli infermieri è fondamentale nel fare diagnosi precoce di diabete, soprattutto del bambino,  nel fare training e fornire supporto psicologico al paziente, nell’individuare i fattori di rischio che consentono di prevenire il diabete di tipo 2,  Governi e università devono investire di più in formazione e training degli infermieri specializzati in diabete, ed un primo e fondamentale passo in questa direzione è certamente la valorizzazione dell’expertise oggi presente. “Uno degli ambiti in cui l’Infermiere fa davvero la differenza per il paziente – ricorda la dottoressa Carolina Larocca, presidente nazionale OSDI (Operatori Sanitari di Diabetologia Italiani) – è quello diabetologico dove il processo educazionale rappresenta il punto focale nella gestione della malattia. Grazie all’educazione terapeutica, l’Infermiere trasferisce alla persona con diabete/caregiver le competenze e abilità utili a comprendere e monitorare la malattia, gestire le complicanze acute e prevenire/rallentare  lo sviluppo delle complicanze croniche  e quindi insegna la  corretta modalità di rilevazione del dato glicemico, la corretta  modalità di esecuzione della terapia iniettiva, il riconoscimento della sintomatologia della ipoglicemia e la sua gestione, la cura del piede per  la prevenzione delle lesioni, le modalità per un corretto stile di vita, l’utilizzo di nuove terapie e di nuove tecnologie e  modalità per rapportarsi con innovazioni organizzative (televisita, teleconsulto).Un efficace intervento educazionale non si improvvisa: richiede tempo, energie, risorse, conoscenze, competenze e sviluppo di abilità relazionali ed educazionali specifiche, pensiamo ad esempio alla peculiarità dell’ambito diabetologico della gravidanza e a quello pediatrico dove l’infermiere deve ‘educare’ l’intero nucleo familiare”.

“Il ruolo dell’infermiere nella gestione della persona con diabete è quello di un professionista che ha un posto di rilievo nel team di cura, in quanto è l’operatore che accoglie il paziente, lo ascolta facendogli superare dubbi e perplessità, aiutandolo ad accettare la propria patologia cronica rendendolo più aderente al piano terapeutico – dice Tommaso Novo, Presidente dell’Associazione Nazionale Infermieri Endocrinologia e Diabetologia (ANIED) – Per poter essere all’altezza di svolgere questo ruolo – continua – il professionista deve essere ovviamente ben formato. Con l’arrivo della pandemia, l’infermiere – e con lui tutto il team diabetologico – si è dovuto attrezzare per essere in grado di assistere a distanza i pazienti tramite telefono, e-mail e qualsiasi altro strumento disponibile. Questo sistema di visite a distanza può rischiare di spersonalizzare il rapporto creatosi tra infermiere e paziente, e per questo è cruciale investire tempo e risorse nella formazione ed educazione del personale al fine di trasferire competenze specifiche, di ordine tecnico ma anche relazionale”.

Le persone con diabete, soprattutto all’indomani della diagnosi di questa articolata e ingombrante malattia, hanno bisogno di essere supportate e l’infermiere del team diabetologico gioca un ruolo fondamentale da questo punto di vista. “Per questo – afferma il professor Francesco Purrello, presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID), un infermiere del team non può essere considerato un’unità da spostare liberamente da una divisione all’altra all’interno di un ospedale o di un distretto perché il suo ruolo è perfettamente integrato con quello del team diabetologico, fondamentale per il suo corretto funzionamento e per poter offrire al paziente tutte le risposte di cui ha bisogno”. Insomma, un infermiere che ha sviluppato delle expertise particolari nel campo del diabete può realmente fare la differenza per il paziente.

COVID-19 e persone con diabete

“Quest’anno il tema oggetto della celebrazione delle Giornata Mondiale del Diabete è un tema che ci sta molto a cuore. La centralità della figura dell’infermiere all’interno del team diabetologico è un elemento assodato, ma quest’anno, alla luce della pandemia che ci ha travolti, assume una valenza ancor più significativa. L’infermiere rappresenta per il soggetto diabetico una figura di riferimento e indubbiamente gioca un ruolo nevralgico anche in termini di aderenza alla terapia- spiega Stefano Nervo, presidente di Diabete Italia – L’emergenza Coronavirus ha stravolto le modalità di gestione della patologia diabetica, in termini di contatti con i pazienti. Per questo ora è fondamentale intervenire preventivamente così da scongiurare che si ripeta quello che è accaduto a marzo. L’obiettivo è di integrare quanto più possibile le figure professionali all’interno del team, per una gestione multidisciplinare del paziente e di promuovere il ricorso ai teleconsulti e alle televisite, per tenere sempre ben saldo il contatto con il paziente. Ricordiamo che c’è ancora oltre 1 milione di persone con diabete che non sa di averlo, per cui il monito è sempre quello di fare prevenzione. Anche a pandemia in corso”.

“Non è un caso che la Giornata Mondiale del Diabete di quest’anno sia stata dedicata al personale infermieristico, una parte integrante del personale sanitario che lavora spesso nell’ombra ma che da sempre sostiene e consente il corretto funzionamento dei centri di diabetologia – commenta Emilio A. Benini, presidente dell’Associazione Italiana Diabetici FAND – Il loro supporto nella gestione quotidiana dei centri di diabetologia è fondamentale: per comprendere l’importanza del loro lavoro e del loro prezioso contributo dovremmo provare ad immaginare cosa accadrebbe se non fossero parte integrante del team: i centri di diabetologia non esisterebbero. La pandemia Covid-19 – prosegue – ha impattato significativamente anche sulle loro attività, aggiungendone altre mansioni al loro già elevato carico di lavoro abituale: riprogrammare gli appuntamenti dove è possibile, gestire le scadenze – come la patente -, contattare le persone con diabete per fissare appuntamenti per il teleconsulto e tanto altro”.

La lettera ad AIFA per chiedere la proroga e l’abolizione dei piani terapeutici relativi ai farmaci anti-diabete

Vista la preoccupante emergenza sanitaria in corso, in occasione della Giornata mondiale le principali associazioni scientifiche e professionali della Diabetologia hanno anche indirizzato una lettera ufficiale alle Istituzioni italiane, chiedendo che siano definitivamente aboliti i Piani Terapeutici per la prescrizione in regime di rimborsabilità dei farmaci contro il diabete, e che sia estesa ai medici di Medicina generale la facoltà di prescrivere anche i farmaci anti-diabetici di ultima generazione.

Ufficio stampa AMD                                                                                           Ufficio stampa SID

Uff.stampa.SID@gmail.com

Chiara Farroni, 3406775463,                                                        Maria Rita Montebelli 3339203099

a.martucci@vrelations.it                                                                     Andrea Sermonti 334 1181140

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Testo dell’intervento del presidente FAND Emilio Augusto Benini nella Conferenza Istituzionale GMD 2020 Intergruppo Parlamentare Obesità e Diabete :

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Buongiorno e grazie per l’opportunità vorrei innanzi tutto dire due parole sulla GMD che quest’anno è dedicata al personale infermieristico, una parte integrante del personale sanitario che lavora spesso nell’ombra ma che da sempre sostiene e consente il corretto funzionamento dei centri di diabetologia -. Il loro supporto nella gestione quotidiana dei centri di diabetologia è fondamentale: per comprendere l'importanza del loro lavoro e del loro prezioso contributo dovremmo provare ad immaginare cosa accadrebbe se non fossero parte integrante del team: i centri di diabetologia forse non esisterebbero. La pandemia Covid-19 ha impattato significativamente anche sulle loro attività, aggiungendone altre mansioni al loro già elevato carico di lavoro abituale e credo che loro siano anche l’organismo che, a mio avviso, permette un minimo di assistenza alle persone con diabete. Oggi sappiamo tutti come impatta il COVID sull’assistenza alle persone con diabete. COVID-19 a mio avviso non ha creato il problema, ma in modo drammatico ha evidenziato la fragilità dell’assistenza alle persone con diabete. Noi di FAND già nel 2019, partendo dal manifesto dei diritti e dei doveri, abbiamo declinato il manifesto “più territorio meno ospedale”, presentato anche al ministro on.le Speranza nel dicembre 2019. Noi sosteniamo da sempre che il team diabetologico debba stare nel territorio ed in ospedale ci si debba andare solo in caso di manifestazione di complicanze o scompenso glicemico. Sosteniamo l’integrazione con i MMG che permettono di fare quella medicina di prossimità di cui tanto se ne parla. Già la legge 115 del 1987 prevedeva ciò ma purtroppo, come spesso accade, le stesse non vengono completamente applicate. La legge 115 fa parte delle tante incompiute italiane.  Crediamo anche nell’assistenza domiciliare integrata facendo si che la sanità vada verso le persone e non viceversa come oggi avviene. Quello che noi maggiormente rileviamo come criticità è la chiusura degli ospedali perché divenuto COVID, le diabetologia sono dentro gli ospedali e questo impedisce la continuità terapeutica fondamentale per la nostra cura della malattia diabetica. Infine crediamo che la telemedicina possa essere un valido aiuto per quella continuità terapeutica che è fondamentale per i malati cronici. Concludo dicendo che per far tutto ciò servono risorse sia economico finanziare che umane formate e dedicate, sistemi informatici integrati e condivisi, reti tecnologiche diffuse sul territorio per poter raggiungere ogni angolo d’Italia Grazie per l’ascolto
wp_8339982Testo dell’intervento del presidente FAND Emilio Augusto Benini nella Conferenza Istituzionale GMD 2020 Intergruppo Parlamentare Obesità e Diabete :
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Intergruppo Parlamentare Obesità e Diabete : Conferenza Istituzionale GMD 2020

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NOTA  STAMPA

         Nell'approssimarsi della “ GIORNATA MONDIALE del DIABETE “, che si tiene il 14 Novembre di ogni anno , a far data dal 1991( voluta dalla Federazione Internazionale del Diabete e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità , in risposta alla crescente sfida alla salute posta dal diabete , per ricordare la data di nascita di Frederick Banting co-scopritore dell'insulina con Charles Best nel 1922, ), l'Intergruppo Parlamentare  “ Obesità e Diabete “ ha inteso svlgere una Conferenza Istituzionale , presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, sul tema “ Diabete e Covid 19 : assicurare l'assistenza alle Persone con Diabete “.         L'Evento,, tenutosi in Webstreaming  il 10 nov. us. Dalle ore 12,oo alle ore 13,00  ed è stato Coordinato da Diego Freri – divulgatore scientifico, con , la partecipazione di Parlamentari, tra cui il Presidente dell'Intergruppo On Roberto Pella, dei Presidenti delle diverse Società scientifiche, del Rappresentante dell'OSDI in quanto la Giornata è dedicata quest'anno alla figura dell'Infermiere,dei Rappresentanti delle associazioni di Pazienti, tra cui il Presidente Nazionale della FAND Emilio Augusto Benni.      Nel suo intervento ha esordito ricordando l'importanza delle figura dell'Infermiere, quale componente essenziale del tem diabetologico, tanto da pensare concretamente a creare il cosiddetto “ infermiere dedicato” , specie per riuscire a dare al Paziente quella necessaria “ Educazione Terapeutica”, espressamente voluta dalla Legge 115/87: ha , quindi , affrontato l'impatto del COVID sull’assistenza alle persone con diabete., facendo rilevare  come lo stesso non ha creato il problema, ma in modo drammatico ne ha evidenziato la fragilità in termini di assistenza verso tali persone  , tanto che  la  FAND già nel 2019, partendo dal “ Manifesto dei Diritti e dei Doveri  della Persona con Diabete “, ha declinato il proprio Manifesto “ Più Territorio meno Ospedale”, presentato anche al ministro On.le Speranza nel dicembre 2019. laddove ha  sostenuto la necessità di avere  il team diabetologico sul  territorio , mentre  in ospedale ci si debba andare solo in caso di manifestazione di complicanze o di scompenso glicemico.            L'occasione , infine , è stata utile ed importante vuoi per richiamare l'indifferibilità di vedere implementata in toto la Legge 115/87; così come l'urgenza di porre finalmente mano ad una seria integrazione fra i Medici di Medicina Generale e gli Specialisti, avviando la cosiddetta doniciliarizzazione dell'assistenza al fine di evitare inutili e pericolosi spostamente, specie per le persone più fragili, avviando in concreto lo strumento della Telemedicina; ovviamente, il tutto si traduce in investimenti, sia in termini di rrisorse umane che di risorse finanziarie da destinare ad una sempre più mirata assistenza che sappia migliorare la qualità di vita con l'uso di nuovi  farmaci e presidi innovativi. Milano 12 novembre 2020                                   Il Segretario e Consigliere Nazionale                                                                                     ( Antonio Papaleo )    
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